la nostra storia

L'associazione, nata da una costola di Amesty International e da un gruppo di reggae lovers, ha promosso fondamentalmente due attività.
Controinformazione, raccontando tutto quello che non si dice mai a riguardo delle violazioni dei diritti umani in Jamaica, e Raccolta Fondi, per aiutare il gruppo locale di Amnesty e le associazioni locali, che non sono in grado di far fronte a tutte le avversità che coinvolgono chi da una mano ai piu’ bisognosi.

La campagna di informazione e raccolta fondi ha preso il nome di “SOS Jamaica”, e ha coniugato la passione per il reggae al desiderio di diffondere notizie.
Così, dopo aver raccolto una consistente quantità di materiale per allestire una mostra informativa culturale detta “Jamaica Wh' happen?”, ottenuti da rapporti di varie associazioni per i diritti umani e dalla stampa giamaicana, e un video denuncia dalla BBC, “Dead men tell no tales” che indaga sugli omicidi commessi dalla polizia in Jamaica e che denuncia alcuni dei più anomali casi di violenza per mano poliziotta, è partita la campagna nell’ inverno del 2001, per un tour che ha toccato Roma, Bologna, Milano, Bari, Venezia, Napoli, Modena e si è concluso al Rototom Sunsplash Festival di Osoppo (UD) nell’estate del 2002 (dove inoltre sarà presente fino all’edizione del 2005).
Portando i cartelloni colorati della mostra e diffondendo i numeri che raccontano la violenza, insieme ad un set di dj e selecta che ci hanno regalato notti di lavoro e impegno.
Nell’estate del 2003 è stata la volta del Festival Reggae “Positive Vibration”, di Colfelice (FR) e nel dicembre 2003 la campagna di SOS Jamaica è andata in Germania, in Baviera, per tre serate, poi e l'inverno successivo si è ritrovata in Spagna, per cinque serate tra Valencia, Madrid, Barcellona.
Grande è stato l'aiuto della gente del reggae che ha messo a disposizione locali, sound system, automobili e camere da letto per ospitare il tour. Tanta l'attenzione della gente che vuole saperne di più, ottima la raccolta fondi che ha consentito di seguire parecchie iniziative in Giamaica.

SOS Jamaica è stata presente al Rototom Sunsplash in tutte le ultime edizioni, che hanno dedicato una giornata alla Giamaica e all’approfondimento, tramite seminari, dibattiti, sottoscrizioni di petizioni, e raccolte di fondi, e dei temi dei diritti umani, delle discriminazioni, della comprensione delle lyrics del reggae.

Oggi la collaborazione con la campagna di SOS Jamaica è conclusa, ma ci stiamo preparando a continuare con altre attività e ad essere presenti ovunque si suoni reggae music.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

foto di Nino Sciuto


cosa abbiamo fatto
Innanzitutto come abbiamo raccolto i fondi a sostegno della campagna informativa e dei progetti:
I tour e le mostre di “SOS Jamaica”, la produzione di merchandising per la campagna SOS Jamaica (t-shirt, borse e cinte),e la beneficenza, con alcune serate che la gente del reggae ci ha regalato…
I fondi sono stati utilizzati come segue:

 

Nel 2004 la maggior parte di quanto raccolto è stata spesa per il caso relativo a Janice Allen, la bambina uccisa a Trenchtown nell’Aprile del 2000 da un poliziotto. Abbiamo sostenuto insieme a Jamaicans for Justice, le spese di un processo lungo tre anni, terminato nel 2004 senza colpevoli, abbiamo pagato gli avvocati, abbiamo assistito la famiglia, la madre Millicent, le altre due figlie Sherona e Anne Marie. Ad entrambe è stato permesso di andare a scuola e prendere un diploma, Sherona è diventata chef e Anne Marie infermiera. Abbiamo contribuito al processo relativo alla strage di Braeton del Marzo del 2001 in cui sono stati uccisi dalla polizia sette ragazzini. Abbiamo contribuito alle spese sostenute per ottenere l’invio di un patologo indipendente inviato da Amnesty International dalla Danimarca, abbiamo dato una quota per l'accusa e una piccola mano alle famglie.

 

Abbiamo dato un contributo per il processo contro il Sup. Reneto Adams, colpevole dell'uccisione di 4 persone nel Maggio 2003 a Crawle e abbiamo condiviso con altri gruppi per la difesa dei diritti umani l'assunzione di un legale del Privy Council di Londra per seguire il processo. Abbiamo assistito in toto Brian, la vittima del pestaggio ad opera della reggae star Buju Banton, recentemente assolto. Brian ha perso la vitsa ad un occhio a causa della sua omosessualità. A Brian abbiamo garantito assistenza legale e medica, procurandogli una serie di di controlli di accertamento circa le condizioni dell'occhio cieco. Tra un mese dovrebbe andare a Cuba per sottoporsi ad un intervento chirurgico finalizzato al parziale recupero, almeno di alcune immagini e ombre.

 

Tra il 2002 e il 2005 abbiamo comprato materassi, asciugamani, medicine e vitamine, cibo, saponi e disinfettanti per alcuni prigionieri detenuti nel braccio della morte e per parecchi prigionieri nel carcere di Spanish Town, Kingston.
Abbiamo comprato 30 palloni per il torneo di calcio del carcere e una serie di giochi da tavolo, per passare le serate in cella. Abbiamo pagato alcune spese telefoniche e comparto per l' ufficio di Amnesty International a Kingston, sedia e scrivania , telefono e una scaffaliera. Abbiamo finanziato 5 seminari contro la violenza domestica, e tuttora ne finanziamo altri sulla prevenzione all’Aids, sulla violenza di strada, nei ghetti di Kingston e Spanish Town. Vorremmo potenziare la campagna di sensibilizzazione circa la violenza contro donne e bambini ma dipenderà non solo dai vostri contributi, ma anche dai vostri suggerimenti scegliere come e dove destinare i fondi dell'associazione.

 

 

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