archivio report 2010-2011

Novembre 2011 - Dopo mesi di lavoro siamo quasi a fine anno e credo sia importante fare un riassunto di quello che Stand up for Jamaica ha realizzato nel 2011.
Sarò schematica perchè abbiamo parecchio da racconta e andrò per temi.
Counselling e bambini
Abbiamo lavorato con il servizio di counselling e siamo abbastanza soddisfatti. Siamo riusciti a rispedire a scuola con ottimi risultati 4 ragazzini e la loro situazione familiare è seguita attentamente. Ne abbiamo altri 3 nuovi, una di loro ha cercato di suicidarsi due volte e richiede molta attenzione e interventi continui. Non possiamo prendere altri ragazzi perchè non possiamo pagare un altro counsellor, perciò abbiamo rimandato indietro un paio di altre richieste di aiuto. Ci dispiace molto ma non riusciamo a fare meglio. La scuola di Drapers va benissimo. Sono aumentati gli alunni e ora ne abbiamo 26, la mensa è nuova di zecca e sembra un ristorantino, il giardino è quasi del tutto messo a posto con altalene e copertoni che servono da ruote per i bambini. Il venerdì e il sabato ci sono lezioni aggiuntive per i ragazzini più grandi della comunità che abbiano difficoltà di apprendimento. Ne abbiamo 12 e sono migliorati. Tra due sabati faremo una festa e una proiezione di un film per coinvolgere gli adulti e provare a creare più attenzione rispetto all’ambiente in cui vivono. Ci piacerebbe fare incontri mensili. Intanto partiamo e poi vediamo come reagiscono.
Port Antonio Homeless Shelter
Abbiamo iniziato a lavorare con i barboni di Port Antonio e vi ho mandato un pezzo per raccontarvi i primi passi.
Winnifred Beach
La lotta continua in pieno anche perchè l’agenzia di governo che si vuole prendere la spiaggia si è beccata denunce per corruzione, il suo capo è stato cacciato in mezzora e si è scoperto che stanno vendendo altre proprietà. Abbiamo deciso di fare una manifestazione il 25/11/2011 sulla piazza di Port Antonio e stiamo preparando volantini, cartelloni e canzoni. Chiederemo ufficialmente che la spiaggia sia affidata a noi. Speriamo bene
Polizia - Continuano i corsi ai nuovi poliziotti e abbiamo notato che l’atmosfera è meno ostile e che c’è un crescente interesse nel collaborare con noi.
Infatti abbiamo offerto i nostri servizi in caso di abusi, violenze e mediazioni. Abbiamo fatto lezione a più di 1.000 nuovi poliziotti e quando li incontriamo nelle varie stazioni di polizia si dimostrano orgogliosi di avere studiato  con noi.
Penitenziari
Va così bene che non ci si può credere….
Abbiamo allargato il raggio di azione e richiesto i fondi per il nuovo progetto alla Comunità Europea e creato una partnership con Ricerca e Cooperazione, una NGO italiana che lavora in Centro America e in Africa. Non siamo sicuri al 100% che otterremo i fondi, ma meglio non starci troppo a pensare o ci viene un coccolone all’idea di rischiare di chiudere tutto. Intanto abbiamo coinvolto non solo Tower St. ma anche St. Catherine, il carcere di massima sicurezza di Spanish Town,e Fort Augustus, il carcere femminile. La scuola ha quasi 250 alunni e iniziamo a mettere in piedi anche la sezione del carcere femminile. I laboratori marciano, la partecipazione è massiccia e ora facciamo i doppi turni per cercare di dare a tutti la possibilità di esserci.
E stiamo allestendo altre due postazioni radio ma la novità che al momento affascina tutti, è che Fernando Garcia Guereta, il regista di Why Do Jamaicans Run So Fast?, ha deciso di fare un filmato sulla prigione e le riprese sono cominciate. Si filmano i prigionieri cantanti, la band, si raccolgono le loro storie e finalmente si apre uno squarcio di verità su tante vite perdute. Ma anche ritrovate, grazie a quello che fanno in prigione con noi.
Ci sono momenti intensissimi e spero proprio che quando il film sarà finito, sia il modo per voi tutti di vedere, capire che fa Stand up e come si può lavorare in situazioni cosi difficili. Si chiamerà Songs of Redemption e non vedo l’ora che arrivi in Europa, anche se so che le riprese dureranno almeno fino a fine marzo.
Mi pare di avere detto quasi tutto.
Vi chiedo ancora una volta di essere parte attiva nello struggle giamaicano e di ricordarvi che noi abbiamo bisogno delle vostre energie oppure non ce la possiamo fare. Un abbraccio e un big one love

 

Ottobre 2011 - Rifugio per Homeless a Port Antonio
Stand Up for Jamaica continua a crescere
Da poco abbiamo adottato lo shelter per gli homeless di Port Antonio.
Cioè ci occupiamo di aiutare la casa dove si raccolgono i senza tetto che dormono per strada. Sono parecchi perchè la crisi colpisce anche qui e sono sempre di più quelli che perdono casa, lavoro e affetti.
Se si va in Kingston downtown, dopo le quattro di pomeriggio ci sono centinaia di persone stese sui cartoni davanti alla Corte Suprema che ha un giardinetto… mangiano per terra, urinano per strada e spesso si azzuffano per un posticino sotto la tettoia. E a Spanish Town è lo stesso. Perciò ogni tanto la polizia ne mette un gruppo su un autobus e li spedisce in campagna.

A Port Antonio ne sono arrivati parecchi e la mattina presto si vedono tirare su coperte e giornali sotto ai portici del mercato e della posta. Molti sono mentalmente instabili. Troppi traumi e troppa disperazione hanno abbattuto la forza di resistere e la capacita di badare a se stessi. La casa di Port Antonio è di fronte al mare, ha un giardino dove abbiamo cominciato a coltivare frutta e verdura, e abbiamo costruito una gabbia per i polli. Gli ospiti sono 18 e si sta costruendo un sotto tetto per accoglierne altri 15.
Ovviamente le risorse finanziarie sono poche e perciò abbiamo iniziato a chiedere un contributo a negozi, chiese, persone, alberghi. Chi regala 20 colazioni, chi lenzuola smesse, chi porta pacchi di farina e riso. Abbiamo anche messo su piccole attività di artigianato e di disegno in cui - debbo dire - fanno benino.
Ma bisognava pagare lo staff, l’infermiera, il ragazzo che ci dorme la notte facendo da guardiano, la cuoca e il dottore. Perciò Stand up ha deciso di dare un aiuto. Ogni mese daremo un contributo, anche se piccolo, ogni mese faro un workshop con i “matti” - scusate l’orribile parola - per ricostruire un po’ di fiducia in se stessi. Ho già fatto due incontri e venerdi prossimo 18 novembre li porto tutti a Winnifred Beach per una giornata di festa. Il pranzo lo offrono i venditori sulla spiaggia perché ognuno di loro si è candidato per offrire un pasto gratis. Mi piace l‘idea che la comunità di Winnifred aiuti chi non può e mi piace l’idea che per un giorno siano tutti i vacanza dalle loro tribolazioni. Stand up pagherà i pulmini e spero che sarà una giornata piena di gioia. One love

 

NOVITA' 2011 SU TUTTI I FRONTI
Mai anno è cominciato con tante novità e tante notizie positive e perciò desidero condividerle con tutti coloro che ci seguono, ci aiutano, ci sostengono.
Stand up ha ottenuto di diventare partner dei Jamaicans for Justice per il progetto di riabilitazione nelle carceri e di presentare insieme a loro un grosso progetto alla Comunità Europea per provare ad ottenere dei fondi.
CI SIAMO RIUSCITI!
Il progetto è stato appena approvato e consiste in:
1. allargamento del raggio di azione ai 5 maggiori penitenziari;
2. creazione di un network di radio all’interno di essi con programmi in comune per alcune ore e programmi specifici in altre, visto che alcuni penitenziari sono per minori ed uno è per le donne.Questo significa la possibilità di comunicare ed interagire con oltre 5,000 prigionieri;
3. ampliamento del laboratorio musicale;
4. miglioramenti della scuola.
A questo proposito debbo raccontare che la festa di Natale ha dato anche “troppi frutti”. Infatti avevamo detto a chi aveva partecipato, ed erano tanti, che li consideravamo dei leaders e che ci aspettavamo che ognuno di loro coinvolgesse un altro prigioniero.
Morale: alla riapertura della scuola da 137 che erano gli studenti, si sono presentate 230 persone. Un bel casino perché non eravamo preparati a questa esplosione. Abbiamo sistemato tutti, certo non in modo troppo comodo. Abbiamo messo due teloni nel cortile della scuola che è diventato un’aula, abbiamo ricominciato a cercare libri in giro, abbiamo dovuto triplicare l’acquisto di quaderni, penne, etc. etc.. Ma non abbiamo intenzione di rimandare indietro proprio nessuno e sono certa che ce la possiamo fare. Gli insegnanti volontari dello Youth Crime Watch sono bravi e lavorano più del dovuto.
Novità dell’ultima ora: abbiamo deciso di aprire una sezione della scuola all’interno dell’ala per i gays. Sono circa 65 e siamo andati a fare un sopralluogo per trovare lo  spazio per un’aula. E, cosa davvero fantastica, ho trovato 3 ufficiali disposti a lavorarci e tre insegnanti più me ma solo ogni tanto. Mi pare un miracolo. Ora dobbiamo risolvere il problema dei fondi perché quelli che ci sono arrivati non includono questa sezione della scuola per cui per loro non ci sono soldi mentre occorre tutto di tutto. Inoltre stiamo preparando un data base che ci aiuterà a vedere i progressi degli alunni. Per il laboratorio di computer abbiamo un tecnico a disposizione e la possibilità di comprare due pc e fare un corso.  Inoltre stiamo organizzando la creazione del gruppo di appoggio a chi esce in modo che sia seguito per un anno.
Il prossimo progetto prevede l’apertura di laboratori esterni gemelli a quelli interni in modo che chi esce non si trovi troppo discriminato ed inizi un processo di reinserimento sociale.

Una faccenda molto importante sia per Stand up che ha ottenuto il riconoscimento di NGO internazionale, sia per il progetto che è cresciuto parecchio. Certo che siamo un po affogati nella burocrazia per scrivere domande, progetti, griglie, budget, etc. atc.. Da parte mia un grande big up a George Young. Senza di lui non ce la farei e debbo dire che faccio un pò di fatica a capire bene cosa dobbiamo fare. Ho paura di sbagliare e di perdere il finanziamento perciò meglio essere ultra attenti a non fare cazzate. Insomma grande eccitazione sul fronte e tanto lavoro ma siamo molto contenti. Continua in ufficio il paziente lavoro di counselling sui minori.

Debbo dire che è una della cose più dure perché le storie sono sconvolgenti e per poter provare a cambiare qualcosa dobbiamo intervenire sulle famiglie intere, impresa mica facile e spesso ci ritroviamo genitori che urlano, piangono, imprecano, mentono e negano ogni responsabilità. Ma non molliamo ed oramai abbiamo 3 intere famiglie con cui lavoriamo più alcuni casi di violenza sulle donne. Va benissimo anche la scuola di Drapers, tutta nuova, bella e ripulita. Sono aumentati gli alunni, l’interno è praticamente quasi finito mentre c’è da lavorare nel giardino che per ora è un po' disastrato ma ci stiamo trasportando carriole di terra ed abbiamo già messo su altalene ed un paio di giochi.

Abbiamo anche deciso di dare un impulso alla scuola come parte integrante della comunità perciò durante la settimana la scuola avrà una apertura pomeridiana per i genitori che lavorano. Il venerdì ed il sabato si fa lezione ai ragazzini delle elementari che sono lenti e faticano ad imparare in classi di 40 alunni. E non pagano nulla. Perfino alcuni turisti ci stanno dando una mano. Bravo Vito, se leggi questo aggiornamento, sei stato un tesoro.

Winnifred Beach al momento è in stand by perché è in corso un tentativo di mediazione che, secondo me fa schifo, ma tutti vogliono provarci perciò vediamo come andrà a finire. Mi pare di avere raccontato quasi tutto, il seguito alla prossima puntata. Nuff love
Maria Carla

 

10.12.2010 - E’ TEMPO DI CHRISTMAS PARTIES!!
Martedì 7 dicembre al penitenziario di Tower Street a Kingston abbiamo fatto una gran festa di Natale. Mai successo prima e perciò eravamo un po' ansiosi rispetto al rischio di mettere insieme in libertà quasi 400 prigionieri.
Ci siamo organizzati per essere certi che la situazione fosse tranquilla. Che sorpresa scoprire che gli inmates (i detenuti) avevano fatto la stessa cosa. Avevano organizzato gruppi che controllavano l’ingresso alla mega sala di musica, avevano piazzato strategicamente una dozzina di loro tra le file delle sedie, avevano preparato un ineccepibile servizio per la distribuzione del cibo e delle bevande.
Una cosa stupefacente che ci ha fatto riflettere parecchio. Quando abbiamo chiesto perché lo avessero fatto, la risposta è stata che non volevano perdere un' occasione e che se noi facciamo parecchio per loro, il minimo che possano fare in risposta è evitare qualunque tipo di incidente che possa farci azzerare le varie iniziative. Bene cosi.
La festa è iniziata per me in modo un po’ caotico perché arrivavo dal Portland con la macchina carica di piatti, bicchieri, torte fatte da noi e da amici che ci hanno aiutato, premi per i più meritevoli, etc. etc..E prima di entrare ho ritirato 220 patties, una specie di calzone fritto ripieno, con annessi scatoloni.
All’ingresso della prigione si dovrebbe essere perquisiti ma, dopo aver visto la gran bolgia nel bagagliaio e sui sedili, il profumo delle patties ha convinto tutti che non trasportavo nulla di pericoloso.
La sala di musica era stata allestita con qualche festone e dentro c'erano stipati fino all’asfissia un sacco di prigionieri più il direttore del carcere, il capo dei servizi riabilitativi ed altri papaveri.
Un palco, la band, e sotto tutti pronti per la festa.
Al microfono un prigioniero cosi bravo che andrebbe assunto da IRIE.FM.
Presentazioni ed alcuni inevitabili discorsi. Debbo dire che mi sono piaciuti perché erano poco retorici e molto propositivi.
E poi sono iniziate le performances. Saranno pure ladri e birbaccioni, ma hanno un talento prodigioso tutti.
Assoli di dub, un one man show da crepare dal ridere, una scena con le imitazioni di guardie e prigionieri, uno sketch su una giornata in tribunale con tanto di giudice alcolista, poliziotti smargiassi, avvocati maneggioni, investigatori senza dio, segretarie in amore, uscieri tifosi del cricket.
Da ridere fino alle lacrime.
Ed ancora la musica, tante belle canzoni composte dai prigionieri ed il gran finale con Allelujah di Serrano Walker in cui 400 mani hanno fatto un’onda intonando il ritornello “freedom!”. Da brividi.
Subito 47 premi a chi è andato bene a scuola, a chi ha iniziato da poco ma ci prova, a chi insegna agli altri, a chi dirige il laboratorio di computer o di musica. Ognuno di loro ha avuto una battuta da dire ed uno scherzo da raccontare. E si è finito con il pranzo, magari non proprio troppo abbondante ma organizzare una cosa cosi per tante gente non è stato facile.
Il bilancio è più che positivo, la voglia di pensare ad un altro momento di incontro è già diventata proposta, la loro capacità di essere bravissimi attori si trasformerà in una commedia da rappresentare appena si potrà.
Molta allegria, molta gioia, e la certezza che qualcosa è cambiato sia nei rapporti tra prigionieri e staff, sia nelle loro menti.
Anche la scuola di Drapers ha in programma una festa di Natale per mercoledì 16 dicembre. Altra mega cucinata e tanti giochi.
Un coro di bambini con le canzoni di Natale ed una sceneggiata tutti in maschera per raccontare la lotta tra il Bene ed il Male .
Nel giardino tanti palloni colorati e dentro le due aule rametti di fiori, disegni, collages e finti fiocchi di neve.
I bambini continuano a chiedere se la neve è fatta di pezzetti di cotone.
Ultima piccola festa in ufficio per i ragazzini assistiti dalle nostre attività di counselling. Pollo fritto e qualche regalino per addolcire almeno un po' l’animo di chi è stato abusato e maltrattato. Debbo dire che è dura sapere che cosa hanno vissuto ed ogni tanto, anche se ormai abbiamo imparato a controllare i nostri sentimenti, fa discretamente male vederli cosi desolati.
Buon Natale a tutti.
Maria Carla.


NOVEMBRE 2010: STAND UP FOR JAMAICA: FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE.

Siamo a novembre e credo che sia il caso di chiudere un anno di lavoro con le notizie e le attività che ci hanno visti lavorare in questo difficile 2010. Stand up cresce e molto e le iniziative in cui è stata presente sono diventate davvero tante. Un grazie a tutti coloro, che in verità sono pochi ma hanno fatto tanto. Ogni tanto mi stupisco che ci siano amici che hanno voglia di faticare per un paese cosi lontano e ci mettano tanto entusiasmo. Che cosa abbiamo fatto quest’anno’?
Cominciamo con la brutta notizia. Abbiamo dovuto abbandonare la scuola di Spanish Town. Ci sono stati troppi incidenti e troppe minacce e l’amministrazione della scuola è cambiata, in peggio, mostrando poco entusiasmo per il lavoro che avevamo fatto. Grosso dispiacere, ma tocca stare con i piedi per terra ed evitare di rischiare troppo.
Invece è cresciuto il progetto di riabilitazione nelle carceri. A chi sembra che sia marginale vorrei spiegare che metà dei prigionieri sono giovanissimi, che escono ed entrano dal carcere perché sono entrati in un cerchio da cui possono uscire solo se costruiamo una possibilità di riscatto. Ed allora abbiamo fatto crescere la scuola. Oltre 170 studenti, 5 nuovi insegnanti volontari. Sono studenti dell’università di Kingston che hanno vinto borse di studio per merito. Vengono dalle stesse zone in cui vivono i gangsters, ma hanno fatto una strada diversa. Hanno voglia di non scordare il loro turbolento passato e di usare le loro capacità per tirare fuori da quelle logiche i loro fratelli.
La radio, FREE FM, è popolare e funziona benissimo come mezzo di comunicazione. Si arriva a tanti con poche forze in campo. Abbiamo deciso di creare un network di radio che copra tutti i penitenziari, Tower Street, St. Catherine, South Camp Road, Fort Augusta e Rio Cobre. Si fanno lavorare parecchi prigionieri e si aprono molti spazi creativi. Infatti c’è chi compone canzoni, chi scrive poesie, chi manda disegni e lettere, chi si inventa storie fantastiche. Abbiamo raddoppiato il laboratorio musicale ed oltre 100 carcerati suonano e creano riddims degni di una dance. Abbiamo fatto crescere anche i laboratori di computer e grafica ed abbiamo appena iniziato un altro progetto. Abbiamo creato un gruppo di supporto per chi esce. Quando si sconta la pena non si trova uno straccio di lavoro, si torna a zero. In più sono forti le paure di non essere accettati a casa, di trovare la moglie con un altro uomo, di vedere che i figli ti guardano con sospetto. Allora stiamo creando un passaggio verso l’esterno in cui siano aiutati ed il progetto prossimo futuro è di creare gli stessi laboratori all’esterno,cosi chi esce ha già un lavoro.
L’ufficio di Kingston ha aperto una sezione di counselling ai minori ed alle donne abusate. Abbiamo diverse persone e le loro storie sono terribili. Motivo di più per lavorare con loro e provare a ricreare un equilibrio distrutto dai troppi guai. Abbiamo soprattutto ragazzini e quello che colpisce è la loro totale mancanza di abitudine a parlare di sé ed a vedersi come persone. Lavorare con loro è anche lavorare sulle loro famiglie. Se infatti i meccanismi debbono cambiare, deve cambiare anche il loro contorno e quasi sempre gli abusi avvengono a casa. Tante sono le madri che hanno fatto cose orribili ma molto spesso non se ne sono neppure accorte, costrette come sono a fare qualunque cosa per sopravvivere e tocca aiutare soprattutto loro a capire che vuol dire essere madri. Certe volte non si sa da dove cominciare: figli abusati di madri abusate in comunità dove l’abuso è normale. Ma già abbiamo visto dei grossi progressi in alcuni dei ragazzini e questo ci da una bella spinta a continuare ed a fare meglio. Abbiamo un counsellor a tempo pieno, io do una mano e ci piacerebbe prenderne un altro/a per i casi di violenza carnale in cui tocca avere tempo ed essere disponibili a seguire le donne in corte, alla polizia, dal medico.
Stand up sta inoltre partecipando ai corsi di educazione ai diritti umani per i nuovi poliziotti. Sono circa 40 ore per corso ed il corso dura sei mesi. Abbiamo una coalizione con i Jamaicans for Justice e con Indipendent Jamaica Council for Human Rights. Ogni gruppo fa le lezioni a seconda delle sue specificità. A noi sono toccate discriminazione ed abusi, comunità e soggetti vulnerabili, corruzione. Vorrei avere lo spazio per raccontare che succede se ad un gruppo di 80 futuri poliziotti si pone il problema della discriminazione. Va tutto bene fino a che capiscono che questo comprende anche i gay. Lì traballano parecchio ma ormai sono incastrati dalle loro stesse dichiarazioni che affermano che sul lavoro ogni cittadino deve vedere difesi i propri diritti.Un po di sconcerto ma poi molti hanno ammesso di non averci pensato e di sentirsi in colpa per i pregiudizi. Più difficile è la serie di workshops iniziati con i poliziotti già in servizio da tempo. Infatti è inutile addestrare i nuovi se poi quando vanno a lavorare gli anziani gli dicono che quello che hanno imparato è solo sogno e che la reality è un’altra cosa. Ho fatto diverse sessioni ed ho sudato sette camicie per non perdere la pazienza. 

Se tutti sappiamo che qui la polizia è spesso al di fuori della legge, che il comportamento dei più è brutale e la voglia di sparare davvero insopportabile, vi potete immaginare che succede se uno gli dice che dovrebbero essere il principale gruppo che difende i diritti umani visto che il loro motto è Servire, Proteggere, Rassicurare il Cittadino. Ci sono reazioni incontrollate, momenti di forte tensione e di confronto tutt’altro che amichevole e se ne esce stanchi morti e un po' scossi. Ma poi ci scappa un mezzo sorriso e cerchiamo di restare calmi anche se certe volte c’è da avere paura. 
Abbiamo iniziato a lavorare con la “scuoletta” di Drapers, nel Portland, vicino a casa mia. La scuola ha cambiato locazione ed è diventata più grande ma ha bisogno di una mano per i lavori e per mettere in piedi il progetto di tenerla aperta alcune ore extra per fare lezione gratis ai bambini della elementari che non riescono a seguire le lezioni nelle loro classi perché sono un po’ “lenti”. Tra l’altro la scuola è disponibile ad accogliere tutti i viaggiatori che vogliano visitarla ma anche coloro che abbiano desiderio di fare qualcosa con i bambini durante le loro vacanze.

Ed abbiamo anche cominciato a lavorare con la gente di Winnifred beach, ultima spiaggia pubblica del Portland, luogo tradizionale di domeniche familiari, picnic e riunioni della comunità, per difenderla da un progetto che la vuole privatizzare e farla diventare un resort (ha un sito, www.free-winnifred.com).
Oltre a questo vorrei dire due parole sul momento complicato che vive la Giamaica. Una crisi internazionale che colpisce chi dipende dagli aiuti altrui, il fattaccio di Dudus a Tivoli Garden che ha raccontato all’estero le miserie e la corruzione politica, uno storm di nome Nicole che ha fatto perdere tutti i raccolti estivi, il documentario delle Iene che ha rilanciato un aspetto solo negativo della Giamaica, hanno fatto paura a tanti e cosi l’unica entrata del paese è quasi azzerata. Non è facile vedere chiudere gli alberghi e mandare a casa chi ci lavora. Significa, concretamente, la possibilità di creare altra disperazione e, come tutti sappiamo, questa è l’anticamera di una possibile escalation di crimine. 
In queste cupe immagini si dimentica la forza vitale dei giamaicani, ci si scorda che dai ghetti sono usciti cantanti famosi, atleti insuperabili, studenti capaci di fare 12 km a piedi per arrivare a scuola. Se non si rinnegano i problemi, ritengo però che si debba mantenere accesa la luce della speranza, della lotta, della voglia di farcela. Non ci sto a vedere solo negativo, mi pare sbagliato e riduttivo. Diritto di cronaca si, per dirla in breve, ma diritto anche “to step out of Babylon”!Stand up in Italia ha costruito momenti di incontro, serate di dance, rapporti con altre realtà. Moltissimi supporters ci regalano continuamente forza e tempo. Bunna, Golden Bass Sound System, Reggae.it, Anima Caribe, Alborosie, Vitowar e molti altri, le voci del reggae confermano che è una musica speciale e ne onorano il messaggio.

E’ appena nato un accordo con la catena di pubs Jamaica Happy Pub: possibilità di avere spazi fissi di discussione negli Stand up for Jamaica corners allestiti. Abbiamo un locale a Vicenza che ci regala una serata al mese, abbiamo spazio su Rasta Snob, su molti reggae web, su Facebook e mi piace pensare agli amici che spendono energie per migliorare, creare, proporre un work in progress che ha come scopo di rendere tangibile il rapporto di affetto con la casa madre del reggae, la Giamaica. Tramutare un sogno, una voglia, in azioni concrete, in attività. Cosa c’è di più importante per chi crede in qualcosa, per chi non ha voglia di mollare tutto davanti alla desolazione di un’Italia che non ha più molti motivi per renderci orgogliosi? Invece di tapparsi a casa e sentirsi sconfitti a noi tutti piace fare. Venite con noi e non fatevi scoraggiare dai tempi bui del bunga bunga. 


11.10.2010: STAND UP FOR JAMAICA, NUOVI PROGETTI
WINNIFRED BEACH

Se la qualità della vita è un diritto, Stand up ha iniziato un'azione per la difesa di Winnifred Beach, ultima spiaggia pubblica del Portland. Strangolati dai resorts a pagamento, i giamaicani stanno perdendo l'intera costa e le spiagge sono quasi tutte proprietà di alberghi o privati. Non più domeniche al mare con il picnic ed il sound system, non più spazi liberi per famiglie e scuole. La spiaggia si paga salata. Winnifred è una spiaggia storica per i giamaicani che da oltre 30 anni la utilizzano sia per le comunità locali che per le giornate di festa in cui pulmini stracarichi arrivano da tutta l'isola per una domenica da passare in allegria Accanto alla spiaggia sparirebbe anche la Rest Home, la grande costruzione da sempre destinata agli indigenti, ai rifugiati, ai vecchi. Stand up vuole essere parte della lotta di chi ha iniziato un'azione legale perché la spiaggia resti pubblica e perché il suo esempio diventi una bandiera per tutte le altre spiagge delle comunità a rischio di esproprio. Per questo esiste anche un sito web, www.free-winnifred.com, per raccogliere firme, per trovare amici disposti a regalare un giorno delle loro vacanze alla manutenzione della spiaggia.
Scuola materna di Drapers - Port Antonio
Drapers, vicino a Port Antonio nel Portland, è un paesino con un asilo, l'unico di tutta la zona. La scuola materna ha dovuto traslocare perché i locali in cui era alloggiata cadevano a pezzi. Tetti rotti, cortile, finestre senza vetri, mancanza di acqua, immondizia gettata dai vicini nel cortile della scuola. Una situazione di forte disagio e di totale mancanza di igiene. Cosi è stata trovata una villetta con un grande giardino, tutta da ristrutturare. La comunità ha dato un aiuto e per vari sabati i genitori hanno pitturato, rimosso detriti, costruito il muro di cinta, mentre un pentolone di pollo e riso cucinava il pranzo per tutti. La scuola non è finita perché sono finiti i fondi e parecchi bambini sono ancora in attesa di poterla frequentare. Stand up ha deciso di dare un contributo alla realizzazione della struttura ma ha anche scelto di restare come sponsor per poter avere una seconda maestra, per organizzare attività aggiuntive e per tenere aperta la scuola oltre gli orari di apertura tradizionali. Questo permetterà ai genitori che lavorano di sapere che i figli non sono in mezzo alla strada ma stanno facendo i loro disegni sotto gli occhi di una maestra. Tanti piccoli tasselli costruiti con caparbietà e amore negli ultimi anni.


06.06.2010 - Kingston Riots: proviamo a fare un bilancio
Dopo le notizie che sono volate attraverso i media a raccontare i tempestosi avvenimenti di Kingston, la Giamaica si lecca le ferite. Un numero di morti alto e cadaveri ancora da identificare.
Tivoli Gardens ridotta ad un cumulo di immondizia e macerie, signore urlanti che reclamano per sapere dove sono finiti i loro figli, una caccia all'uomo per trovare l'inafferrabile Dudus. Tutte le prenotazioni turistiche cancellate, un grandissimo danno per l'economia traballante dell'isola.
La situazione è davvero difficile e provare a ragionare su quanto avvenuto è d'obbligo; la faccenda di Tivoli ha solo messo in luce in modo eclatante quello che tutti sanno.
Chi governa, chi è membro del Parlamento, ha troppo spesso forti connessioni con la malavita e finché sarà così, poco si può fare per cambiare i giochi di chi vive ai margini della legalità in zone terribili dove la vita vale poco.
Chi punta l'indice sui comportamenti della polizia, dimentica che razza di compito le abbia assegnato.
Tenere buona la gente dei ghetti vuol dire spaventarla il più possibile.
Mantenere il cosiddetto ordine significa dare un mandato senza controllo.
E se si crede che il regime di paura possa essere una soluzione, si mente sapendo di farlo.
Non ci sono altre vie che provare a cambiare. Ma cambiare vuol dire toccare parecchi privilegi, mettere in crisi collusioni e patti sotto banco. E vuol dire decidere di combattere la criminalita' in modo diverso.
Dal 1 gennaio 2010 i morti sono 718, tantissimi per un piccolo paese.
Non si possono solo pattugliare le strade. Occorrono gesti diversi, occorre mandare a scuola la gente, trovare dei lavori e, soprattutto, occorre creare dallo zero un rapporto tra comunità e politica. L'odio è palpabile e nessuno crede a chi promette che farà qualcosa. Hanno sentito troppe volte le stesse parole senza poi vedere alcun cambiamento. Chi vuole deve decidere di tirarsi su le maniche e lavorare con la gente e per la gente.
Tivoli, Spanish Town, sono serbatoi di delinquenza. Mille US$ al giorno sono stati pagati ai gunmen di Tivoli per difendere la roccaforte di Dudus. Come dire di no, visto che non c'è niente altro?
Ed è proprio questo "altro" che dovrebbe diventare la priorita'.
One love

STAND UP FOR JAMAICA SI METTE AL LAVORO
Se è vero che è difficile superare il trauma degli ultimi giorni, mentre mille polemiche impazzano, Stand up ha deciso di fare un gesto concreto.
Mentre ci si accapiglia per accertare responsabilita' ed improbabili verità, i bambini che sono rimasti prigionieri di questa storia, sono fortemente traumatizzati. Hanno visto scene da incubo e cosi abbiamo deciso di aprire un progetto di counselling per loro. Due persone si sono già messe al lavoro per ascoltare le loro paure, per cercare di farle esprimere in modo da poterle sconfiggere.
Ci vorranno mesi di lavoro per riportare un po di equilibrio ai bambini ma la pazienza non ci manca e perciò due o tre volte alla settimana il nostro ufficio diventa uno spazio per minorenni abusati. Non sono soli i bambini di Tivoli a venire. Sono tutti quelli che possiamo permetterci di aiutare. In genere ci arrivano tante denunce di violenze e abusi. Che facciamo? Proviamo a trovare un avvocato, li accompagniamo a fare denuncia, cerchiamo un medico, gli facciamo fare le analisi, ci sediamo a parlare con le famiglie o con loro e poi ce ne torniamo a casa.
Invece abbiamo pensato di seguire un numero di loro in modo stabile finche il loro trauma sarà in parte assorbito ed una soluzione concreta ai loro guai sarà trovata. Per ora abbiamo aperto con 4 bambini che vengono due volte la settimana, mentre una volta è dedicata ai colloqui con le famiglie. Non è tanto, anzi è poco, se ci date una mano potremo fare di più.
One love
Maria Carla


30.05.2010 - OGGI SI CONTANO LE PERDITE
Dopo tre giorni di guerra oggi si fanno i conti con i danni.
Quasi 50 morti tra poliziotti, soldati e civili, 5 stazioni di polizia distrutte, negozi incendiati, case bruciate, bambini atterriti, ma mentre tutti continuano a preoccuparsi di Dudus e di Tivoli nessuno parla dei 19 morti a Marsh Pen Spanish Town ieri.
I gunmen delle gang "One Order" e "Klingsman" hanno creato un clima di terrore.
Ed è per questo che purtroppo la nostra scuola non ha piu il mio aiuto al momento.
La McAuley è chiusa come tutto il resto dei ghetti intorno a Spanish Town.
Ieri pomeriggio l'attacco è iniziato a Marsh Pen Road dove i gunmen sono entrati ed hanno buttato giù le porte di alcune case tirando fuori a forza alcuni uomini che sono stati uccisi in mezzo alla strada.
I vicini hanno chiamato la polizia che è arrivata al volo ed ha pattugliato la zona per ore. Appena se ne sono andati gli stessi assassini sono tornati ed hanno bruciato 10 case per spostarsi poi a Scarlet Road dove hanno continuato a bruciare case con la gente dentro. Urla, pianti ed il bilancio sono 19 morti tra cui un bambino di sette mesi bruciato. E' il nipote di Cinthia, la madre della McAuley uccisa tre settimane fa. Un altro bambino di 7 anni è morto con una pallottola in testa.
Dice bene George Young, di cui spero uscira' l'articolo (“Jamaica, now is the time”).
Ci saranno mille Tivoli, mille Spanish Town, fin che non cambierà l'accordo schifoso tra politici e mafiosi e fin che gli abitanti dei ghetti saranno in ostaggio di questa gente.
Tivoli oggi sembra un episodio bestiale ma succede ogni 5 minuti che una zona vada a fuoco.
La gente del ghetti non può capire, sono nati e cresciuti in una logica di violenza, di paura, di silenzio. Chi gli ha mai fatto pensare che ci possa essere altro?
Non mi fanno tanta pena i gunmen arrestati o uccisi, mi fa malissimo vedere la paura di donne e ragazzini che si abituano a tutto e che quando rimbombano gli spari continuano a giocare a palla per strada.
Per questo Stand up aprirà in ufficio un consultorio per minori traumatizzati. Abbiamo George disposto ad assumersi questo impegno, io parteciperò part-time e, se ci arrivano un po di soldi, dobbiamo trovare una volontaria disponibile a seguire le ragazzine. Almeno proviamo a fare un gesto concreto in questo bordello.
One love


26.05.2010 - LA GUERRA A KINGSTON
Mr Dudus Coke è il don piu potente della Giamaica. Gestisce West Kingston, la circoscrizione elettorale del Primo Ministro con cui ha un forte rapporto.
Il quartiere è Tivoli Gardens e le zone confinanti. E Dudus è l'ideatore del Passa Passa.

 

Tre mesi fa hanno chiesto la sua estradizione per traffico di armi e di droga.
Il Governo ha fatto di tutto per non consegnarlo.
Ma lo scandalo vero è scoppiato quando si è scoperto che il Governo aveva pagato US$ 50.000,00 per un avvocato americano che trovasse una soluzione.
Il Governo ha pagato per difendere uno dei re della mafia giamaicana e il Primo Ministro, che aveva sostenuto per mesi in Parlamento che non c'era nessuna connessione è dovuto apparire mercoledi scorso sui programmi a reti unificate per chiedere scusa alla nazione, per dire che ha sbagliato e implora il perdono. Ha aggiunto che il Governo ha deciso di concedere l'estradizione di Dudus.
Da giovedi mattina la tensione è altissima ma fino ad oggi nulla era successo.

A parte le barricate erette ovunque dagli uomini del don.
Molte zone sono praticamente inaccessibili perchè le strade e i vicoli sono sbarrati da mucchi di tutto, zinco, alberi vecchi frigoriferi, sassi.
Un modo per impedire alla polizia l'accesso al ghetto Le zone piu bloccate sono Tivoli Gardens, Hanna Town, Dhenam Town, Fletchers Land, Downtown Kingston.
Nella notte di giovedi la polizia ha avvertito che i gunmen avevano confiscato i telefonini alla gente per impedire loro di chiamare i soccorsi.
Venerdi le donne di Tivoli hanno messo in piedi una manifestazione in cui gridavano che erano libere e che Dudus era il loro dio... Cartelli dicevano"After Jesus I love Dudus"
Ieri era calma piatta ma tutti sapevano che si stava preparando qualcosa di grosso.
Sono infatti arrivati centinaia di gunmen a Tivoli e le barricate che la polizia aveva cercato di smontare sono tornate piu grandi di prima.
Da stamattina è stata assaltata la stazione di polizia di Hanna Town, raffiche di spari, la parte posteriore della costruzione è stata incendiata, le uniformi di alcuni ufficiali rubate nel casino..
Dopo due ore la stazione di Fletchers Land è stata assalita da due gang. Gli spari ancora continuano
nel primo pomeriggio assalto alla stazione di Denham Town.
Alle 18 è stato proclamato lo stato di emergenza per Kingston e St. Andrew.
La polizia ha creato tre corridoi verso Tivoli per evacuare la popolazione molti autobus della polizia aspettano alla fine dei corridoi per portare in salvo la gente.
Ma nessuno può uscire. Un pò perchè viene loro impedito, un pò perchè chi va via sa di non poter più tornare, visto che uscendo dimostra di non essere pronto a morire per il don.
Se vanno via la casa sarà bruciata e le loro cose distrutte. Perciò Tivoli è piena di ostaggi,
l'esercito dei gun men si è ingrossato ed è pronto ad usare donne e bambini come scudi..
La polizia cerca di mandarli via per entrare e fare terra bruciata.
Ho ricevuto un sacco di telefonate e la gente è terrorizzata e sta chiusa in casa lontano dalle finestre.
Nel frattempo non si può circolare e tutti sappiamo che sara una lunga notte e che la paura dominerà tutti, compresi i poliziotti che rischieranno la vita. E l'esercito dei badman pare abbia armi molto più sofisticate dell'esercito.
Maria Carla


17.04.2010 - TOWERS STREETS KINGSTON JAIL
Proiezione del DVD: “WHY DO JAMAICANS RUN SO FAST?” all'interno del penitenziario di Towers Street di Kingston nell'ambito dei progetti “RIABILITAZIONE E PENTIENZIARIO” e “MUSIC IN JAIL” sostenuti dalla nostra associazione.Di Giampiero e Giancarla, volontari di Stand Up for Jamaica.

In compagnia di Maria Carla Gullotta, Presidente dell'Ass. Culturale “Stand up for Jamaica” di cui facciamo parte come volontari, incontriamo Fernando Garcì Guereta - regista del DVD vincitore della “GUIRLANDE D’HONNOUR” al Milano International Ficts Festival 2009 Italy e “BEST FILM & BEST DIRECTOR” allo Sport Film Festival Palermo 2009 - nel parcheggio fuori dal carcere. Siamo emozionati ed anche un po' tesi.

OK, è ora, possiamo entrare. Il portone che si richiude alle nostre spalle fà un certo effetto. Rapidamente ci registriamo, veniamo presentati al Sovraintendent e ci danno il pass come visitors. Una sola altra grata ci separa dal cuore del penitenziario. E' una costruzione antica, i raggi sono lunghi, stretti, le celle chiuse con le sbarre che si affacciano direttamente sul cortile ricoperte di indumenti per ripararsi dal caldo torrrido. Alcune guardie ci scortano nel raggio dove avverrà la proiezione del film. Nel salone sono già tutti presenti oltre 100 detenuti inseriti nei progetti. Il caldo è insopportabile e la proiezione tarda a partire perchè ci sono problemi di compatibilità con il sistema televisivo. In attesa di trovare la soluzione Maria Carla ci presenta e facciamo un breve intervento.

In quel momento, quando abbiamo incontrato gli sguardi di tutti, le emozioni sono affiorate con forza, quegli occhi ci hanno raccontato più di mille parole e ci siamo sentiti paradossalmente fortunati ad essere lì. Finalmente il film inizia.....perchè i Jamaicani corrono così veloci? Beh, la pellicola rende bene l'idea, l'immagine delle medaglie d'oro degli atleti e gli attimi cruciali delle loro vittorie si alternano a spezzoni di vita nei ghetti, dove non è l'oro a farla da padrone ma le armi, la violenza, la povertà.....corri, corri forte più dei proiettili perchè solo così ti puoi salvare.....può sembrare un film western ma è la realtà jamaicana dei ghetti, quella che si racconta poco.....come nel film anche nella realtà ci sono grandi trionfi e grandi sconfitte e spesso questo è determinato dalle possibilità che ci diamo e ci danno di sollevarci, di crederci e provare proprio come stanno facendo queqli uomini rinchiusi in quelle quattro mura. I progetti all'interno del carcere sono il tentativo di offrire loro una possibile via d'uscita, un'opportunità per fare nuove esperienze ed avere, una volta fuori di lì, un'opzione in più nelle scelte del vivere quotidiano. Il film ha coinvolto tutti, forse per molti di loro ha avuto funzione di specchio, qualcuno addirittura si è visto attore nella pellicola ed ora spettatore nella sala del penitenziario.....Al termine un fragoroso applauso chiude la proiezione ed i detenuti sembrano entusiasti di farci visitare il loro laboratorio dove si trovano i computers, la postazione radio con cui trasmettono in streaming e la sala di registrazione.....Li abbiamo visti molto fiduciosi ed erano contenti di parlare con noi e sentire che qualcuno crede in quello che stanno facendo portando aiuti concreti.

Per questo lanciamo un appello a tutti quelli che pensano che sia un diritto avere una seconda chance chiedendo un impegno concreto in questa sfida, aiutandoci nelle nostre iniziative affinchè queste persone possano ritrovare la speranza di cambiare il proprio destino. Per finire vogliamo ringraziare Maria Carla per l'immenso lavoro che fà ogni giorno, Nando, lo staff del penitenziario e tutti gli amici che si stanno coinvolgendo nelle più svariate iniziative per raccogliere i fondi e per far conoscere questa realtà nel nostro paese.....ed un incoraggiamento a tutti i detenuti che ci stanno provando.....con le magiche note di Alleluja di Serrano Walker.........


28 Febbraio 2010: GRANDI NOVITA AL GENERAL PENITENTIARY DI KINGSTON
Come sapete una parte dei fondi di Stand  up for Jamaica vengono usati per i progetti di riabilitaizone del penitenziario di massima sicurezza di Tower St. Kingston.
Abbiamo fatto parecchio e i risultati si vedono. La radio "Free FM" è udibile anche in streaming e manda programmi a go go dal mattino al pomerigigo. Uno dei prgionieri, Sorano ha un prgramma insieme a me che is chiama Beyond the Boundaries e va in onda il martedi dalle 10 alle 11.30. Stiamo celebrando il "Black History Month" con musica africana, notizie dall'Africa, poesie, racconti di Anansi e abbiamo chiesto ai prigionieri di mandarci  delle storie... Ne sono arrivate oltre 100 e sono bellissime. La radio è molto utile perchè raggiunge  tutti e dalla prossima settimana avrà un prgramma di assistenza legale.
Il laboratorio musicale funzioan a pieno ritmo e sono state create delle canzoni. Una di esse, di Sorano, fa parte della colonna sonora del documentario "Why Jamaicans Run so Fast?" Il documentario è divertente, appassionato e ricco di musica e il regista ha regalato a Stand Up la possibilita di proiettarlo gratis alla mega dance organizzata da Kian di Golden Bass a Milano il 12 marzo, al COX 18 di Via Conchetta 18.
La canzone di Sorano si intitola "Alleluja" e accompagna la corsa di Bolt per la medaglia d'oro in Cina. Emozionante!!! L' abbiamo sentita insieme e Sorano mi ha stritolato una mano per la grande tensione....
La scuola è cresciuta nei numeri. Sono quasi 200 i prigionieri che la frquentano. Abbiamo comprato ventilatori, assi per fare la libreria e tutti i materiali per costruire dei  bagni, necessari per consentire a chi deve usarli, di non tornare nei bracci e così sopportare varie noie per tornare a seguire le lezioni. I lavori di scavo sono iniziati ieri e dalla prossima settimana si alzano i muri.
La biblioteca  e' quasi pronta e abbiamo ricevuto tantissimi libri in regalo da privati, negozi di cartoleria e chiese. Un pò faticoso andare in giro per la città a raccogliere tutti gli scatoloni ma ne è valsa la pena  visto che ne abbiamo molti e così penso che organizzeremo un servizio anche per chi non frequenta la scuola.
Siamo contenti perchè l'atmosfera è cambiata e invece di gente abbrutita si vedono facce sorridenti e prigioneri indaffarati tra le varie attività.
Abbiamo cominciato a organizzare un contest per aspiranti cantanti .Saranno pure dei malavitosi ma cantano come degli angeli!
20 Febbraio 2010: ISPEZIONE ALLA MACAULEY DI SPANISH TOWN
Per chi segue i progetti di Stand Up una buona notizia: forse si sblocca la situazione della scuola elementare Macauley a Marsh Pen, Spanish Town.
Come avrete letto ci sono stati dei grossi problemi e abbiamo momentaneamente sospeso i nostri interventi. Ma non abbiamo smesso di lottare per risolvere una storia disgustosa di corruzione e abuso. Finalmente lunedi prossimo arriverà una ispezione alla scuola. L'ispezione è stata sollecitata da noi con molta insistenza e dovrebbe rispedire a casa la preside imposta da un mafioso per restituirci la grazia e la grinta di miss Samuels. Il capo della delegazione che ispezionerà la scuola, è una brava persona e farà di tutto per permettere alla scuola di tornare a funzionare in modo trasparente. Aspettiamo notizie per la prossima settimana ma intanto sottobanco continuiamo a rompere a tutto spiano per non buttare a mare il lavoro fatto fino ad ottobre.
One love