04.02.2005
PROVIAMO
A RAGIONARE INSIEME
Dopo aver scritto il pezzo su a Buju Banton e l'episodio
che lo vede co-protagonista, ho ricevuto un mare di
messaggi e tante richieste di saperne di più.
In realta, dopo alcune puntualizzazioni, stavolta vorrei
dire la mia.
Che la
storia relativa a Buju sia vera è putroppo indubbio.
I testimoni sono sei, vale a dire sono tutti gli occupanti
della casa. Credo che lo scandalo maggiore consista
nel fatto che dal 24 giugno la polizia, piu' volte sollecitata
a consegnare a Banton il mandato di comparizione, sostenga
che lo farebbero volentieri ma non riescono a trovarlo.
La nota positiva è che la visita dall' oftalmologo
ha rivelato che i nervi nella cervice sono ancora vivi
percio' si potrebbe provare un intervento.Lo
faremo.
Ma ora
parliamo di noi e della Giamaica A tutti dispiace profondamente
sentire notizie negative però la tecnica dello
struzzo non aiuta nè a capire nè a risolvere.
Molti hanno scritto "sono rimasto scioccato"
e qui dobbiamo essere sinceri, parecchi non sanno che
succede in Giamaca ma amano il reggae e, soprattutto,
amano il messsagio che contiene. In Italia il reggae
ha anche un valore antagonista. Visto che stiamo tutti
per celebrare i 60 anni di Marley, proviamo a partire
proprio da lui e da quello che ci ha insegnato.
Marley ha cantato per tutti ma le sue parole erano dirette
innanzi tutto ai sufferers,
ai poveri senza voce e senza giustizia, figli dei ghetti
e delle differenze di tutto il mondo. E il messaggio
era il limpido riconoscersi nella filosofia rasta, il
credo rivoluzionario che predicava l'uguaglianza dei
diritti e il rispetto per tutti.
Guerra alla povertà, all' oppressione, alla discriminazione.
Un grido di liberta' e una richiesta di impegno per
tutti affinchè i nostri egoismi si stemperino
nella comprensione reciproca.
Un rispetto negato nelle azioni di chi aggredisce
, insulta e ferisce. Il gesto del cantante che ha ferito
un gay porta alla luce l'intolleranza di chi crede di
possedere la verià', e in nome di essa si permette
non solo di giudicare i comportamenti altrui ma traduce
il suo disprezzo in violenza e umiliazione.
Che la cultura giamaicana sia diversa dalla
nostra è ovvio e che abbia dirrito ad essere
a pari merito con tutte le altre è altrettanto
evidente, ma se va capita e analizzata non si può
sempre giustificare tutto. La violenza della societa'
giamaicana ha le sue radici nella povertà, nella
mancanza di istruzione, nella disperazione di ghetti
dove vivere è davvero durissimo. Lo testimoniano
gli oltre 50.000 "matti" che vivono per strada
perchè non ce l'hanno fatta a combattere tutti
i giorni.
Le cifre del disagio sociale sono pesanti. Dal 1 gennaio
2005 sono 127 i morti ammazzati, lo scorso anno le violenze
carnali denunciate ( e la maggior parte non si denuncia
per vergogna o paura di ritorsioni) sono stati 690,
25.000 ammalati di AIDS e anche qui le cifre sono di
un riconosciuto ogni 4 ammalati. E i giamaicani sono
3 miliopni e mezzo. Il tasso di disoccupazione è
del 28% con punte più che doppie nei ghetti.
Sei milioni di giamaicani sono andati a cercare lavoro
all' estero.
Si può pensare che non ci sia rabbia? che la
mancanza di speranza non ti faccia incazzare a morte?
La calma relativa rimane solo per la paura di una polzia
addestrata a ammazzare. E' cosi che si tengono buoni
i ghetti. Tante sono le storie che, per esempio, SOS
Jamaica, ha denunciato sul fornte della brutalità
e della totale mancanza di gustizia.
Ora se le cose vanno conosciute e capite, e qui ritorno
al riff di prima, non è però detto che
vadano tutte giustificate. Se rasta vuol dire overstand,
dove è la capacità di comprensione di
chi aggredisce chi non è in linea? La violenza
ha molti volti....Ora discutiamo dell' omosessualità
ma un bel giorno mi piacerebbe sapere che ne pensate
delle parole nei confronti delle donne trattate come
delle vacche, degli inni alla pistola faicle che poi
diventa necessaria parte dell' armamentario di ogni
ragazzotto "di rispetto".
L'omosessualià' è fuori legge in Giamaica
e nessun partito politico si sogna di farne una battaglia
politica perchè perderebbe un mare di voti visto
che il tema è cosi impopolare.
E chi dice "Respect" quando saluta, è
poi pronto a scordare quello che significa. Credere
che l'omosessualtia sia peccato potrebbe non tradursi
nell'atto di terrore verso i gay. Nel 2003 Amnesty ha
ricevuto 51 richieste di asilo politico in UK da parte
di gay che non riuscivano a sopravviere nel loro paese.
Le aggressioni nel 2004 sono state oltre 500 e l 'ultimo
ferito risale a sei giorni fa: la sua padrona di casa,
resasi conto di aver affittato la camera a un battyboy,
ha cambiato il lucchetto della veranda, impedendo al
tipo di uscire, ed è andata a chiamre i vicini
che lo hanno pestato. Risultato: 32 punti in testa,
un braccio fratturato, punti sparsi ed ecchimosi e tagli
su tutto il corpo. In più gli hanno rubato tutti
i soldi, i vestiti e le catene d'oro.
Magari dobbiamo capire meglio ma intanto smettiamola
di strizzare l' occhio a un mito che non esiste.
Smettiamola di imitare i bad boys, prendiamo quanto
di buono c'è da una ricchezza musicale e umana
speciale, ma non perdiamoci dimenticando le lotte politiche
italiane in nome di una rivoluzione che significava
innanzi tutto no alle discriminazioni. Come mai nesssuno
si interessa all' esercito silenzioso di volontari che
si sbattono tutti i giorni perchè credono e vogliono
che la Giamaica non affondi? eppure sono tanti e bravissimi.
Non ha senso censurare o condannare ma non mi pare troppo
utile crearsi dei miti intoccabili. Continuiamo ad amare
il reggae ma molliamo i santini. Non credo che decidere
di non comprare i dischi di un artista o boicottare
i concerti sia la via, alla fine ci priviamo di un piacere.
Invece mi pare serio aprire un dialogo, lungo, mica
facile, ma almeno è da pari. Il peso di chi ama
il reggae è nella capacità di dialogo
e di confronto, non di condanna a priori. Mentre invece
l'impegno a non esaltare micidiali cazzate, dovrebbe
essere forte e determinato. Ho visto delle dance con
dita a pistola.. Vabbè la moda, ma che razza
di moda è? Fratelli e sorelle del reggae, per
chi vive e lavora per togliere le pistole dalle mani
di troppi, quel gesto da dance legittima troppo sangue...
Non è che voglia chiudere con la frase a effetto,
pero' mi serve che una immagine forte dia l' idea del
rischio che corriamo.
One love
Maria Carla
In nome del rispetto per i piu' basilari diritti
umani impegnamoci ad aprire una discussione e un confronto
con chi nega i diritti altrui. Non serve a nulla condannare
ma è importante informare, confrontarci e difendere
la dignità di chi viene brutalmente offeso
One love