Tower Street General Penitentiary, Kingston. Regaliamo un sorriso in carcere - studio di registrazione musicale, laboratorio, FREE FM

Riabilitazione e penitenziario
Ormai è il terzo anno che lavoriamo al penitenziario di Tower Street in downtown Kingston.
Una fortezza con tanto di torrette, guardie appostate e fili spinati in cui sono rinchiusi oltre 1.500 prigionieri che hanno commesso grossi reati.
Come avete già letto abbiamo iniziato ad essere presenti nel laboratorio musicale e abbiamo finanziato sia il laboratorio, che lo studio di registrazione, e ultima novità, la radio. Si chiama FREE FM e si sente in tutto il penitenziario e anche fuori in streaming.

Dallo scorso anno partecipo ai programmi radio con una rubrica che si intitola “Beyond the Boundaries”.
Si parla di ciò che accade fuori e di cosa accade dentro al cuore delle persone rinchiuse
Un lungo percorso e tante risposte tramite bigliettini e brevi discorsi, se le guardie non sono troppo attente
Abbiamo discusso di uomini e donne e abbiamo molto parlato di figli. Infatti chi è dentro perde il contatto con loro e continua a chiedersi se i figli li dimenticheranno.
Abbiamo provato a costruire un ponte con disegni, lettere, poesie, piccoli prodotti artigianali da mandare ai figli.
Un modo per essere presenti e per fare capire che vengono amati anche se da lontano. All' inizio di quest'anno scolastico abbiamo fatto preparare tante lettere che dicevano "non ti posso portare per mano fino al tuo primo giorno di scuola, il mio errore ha danneggiato molto anche te, figlio mio, e il mio desiderio è dirti che ti accompagno con il mio cuore ad ogni passo che farai domani a scuola. Ti penso e sono orgoglioso di te e credo che sarai bellissimo/a con la tua uniforme nuova". Molti hanno spedito il messaggio e tanti bambini hanno risposto.
La morte dei sentimenti e del lato affettivo è una delle prima conseguenze dell'essere in prigione. Non si crede più a nulla per paura di non essere più accettati.
Nel mese di ottobre iniziamo una gara di poesie e dub che verranno lette e votate e spero che serva a contribuire non solo a scrivere meglio ma a mantenere vivi fantasia e creatività.
Da lunedì 27 ottobre riapre la scuola interna al carcere e sarà dura perché dopo lo scorso anno, in cui abbiamo fatto molto per migliorarla, gli iscritti sono aumentati di parecchio. Erano 130 e ora potrebbero essere 270 e non sappiamo dove metterli!!

Occorre tutto, penne quaderni, matite, libri, temperamatite, gessetti ecc e visto il numero occorrono grosse quantità. Per ora ho acquistato del materiale ma abbiamo delle novità: ho trovato 4 giovani universitari che verranno a fare lezione una volta alla settimana ciascuno. Un grosso aiuto anche perché vedere facce nuove fa bene e stimola l'attenzione. Ho anche rimediato parecchi libri telefonando a tutte librerie e biblioteche trovate sull'elenco telefonico. Sono arrivate casse di libri di tutti i tipi. Alcuni sono un pò ridicoli, ci sono libri da cucina, testi di ragioneria e altra roba abbastanza inutile ma molti di loro possono essere usati. Apriremo un servizio di biblioteca stabile e sarà in mano a tre detenuti che sono già agitatissimi per la responsabilità di non farsi fregare i libri dati in prestito.
Molto ancora e da fare. Si muore di caldo perchè la scuola è in un capannone con il tetto di zinco e dopo due ore di lezione sudiamo a catinelle. Occorrono dei ventilatori e vorrei tanto comprare un proiettore per mostrare film e documentari e magari anche dei cd rom.
E occorre urgentemente un gabinetto perchè chi deve usare il bagno è costretto a tornare al suo braccio e possesso non riesce a riuscire visto che qualche guardia cretina non lo lascia tornare a scuola. Forse non è una cosa tanto romantica ma il bagno ci serve a tutti i costi!!! Ora proveremo a vedere il costo dei materiali e la manodopera è stata offerta da tantissimi prigionieri.
Vorrei aprire un laboratorio di artigianato. Alcuni dei detenuti fanno cose bellissime e potrebbero guadagnare qualcosa. Ma credo siano sogni un pò ambiziosi perché i fondi sono pochi.
Perciò pensiamo a cosa fare e scegliamo quello che è più urgente e continuiamo a lavorare. Forse sembrerà ridicolo ma lavorare con i detenuti è bello e motivante. Peccato che non si possa dire altrettanto della direzione carceraria che o se ne frega del tutto oppure fa il possibile per sabotare i progetti. Certe volte è davvero scoraggiante e la tentazione di litigare è fortissima. Ma meglio stare calmi o in una guerra di potere chi ci rimette sono i detenuti.
Molti di loro hanno sentito parlare di aiuti italiani e sono curiosi di conoscervi. Se riesco provo a scannerizzare il volantino della radio!!