24.01.2006

QUANDO LA GIUSTIZIA DIVENTA UNA CANZONETTA

Serve and Protect, il motto della polizia giamaicana, è diventato il titolo strabiliante di una canzone cantata da Reneto Adams, Superintendent del Crime Management Unit, un corpo speciale appena sciolto per la spregiudicatezza delle sue azioni di bonifica. Troppe morti controverse, troppe polemiche e ben due processi a carico di Mr Adams, detto Rambo, e dei suoi uomini, il secondo dei quali si è appena concluso.
La canzone, con un ritmo accattivante vicino al dub e l'accompagnamento di un rimbombante coretto, promette che ora che Adams è tornato libero le scuole saranno aperte, i bambini protetti e chi commetterà azioni criminose avrà da fare conti con la giustizia di Rambo "nessuno può scamparla quando Rambo è di pattuglia, nessuno può sfuggire alla presa implacabile delle mie braccia".

L'improvvisato cantante è visibilmente sollevato per l'ultima e tutt'altro che scontata assoluzione che lo ha visto sul banco degli imputati per il caso di Kraal. Si tratta della morte di quattro persone uccise da Mr Adams e la sua squadra. Le versioni differiscono totalmente. La ricostruzione della polizia parla di scontro a fuoco, di spari provenienti dall'interno della casa a cui la risposta è stata obbligatoria. Invece i numerosi testimoni che si sono susseguiti sullo scranno della corte di giustizia hanno raccontato che i quattro, due uomini e due donne, erano impegnati in una partita a domino intorno ad un tavolino in veranda e che le forze dell'ordine sono uscite sparando dal mezzo di trasporto. Tra i presenti c'è una quinta vittima, forse quella che porterà i segni più marcati del ricordo del raid. E' una bambina che ha oggi nove anni, figlia di Lowena Thomas, una delle uccise, anche essa presente all'interno della casa. La sua traumatica testimonianza racconta: "ho visto i poliziotti arrivare di corsa e mia madre mi ha detto scappa. Siamo corse in camera da letto e lei mi teneva forte, poi sono entrati i poliziotti, tre mi pare, sbattendo per terra tutto quello che trovavano sul loro cammino e mia madre è stata spinta su uno dei due letti mentre zia Angie, l'altra donna, mi abbracciava forte. Un poliziotto le ha detto di lasciarmi andare e di farmi uscire ma Angie si è rifiutata, così il poliziotto l'ha presa per la gola e l'ha stretta finchè' lei mi ha urlato di correre via. Quando sono arrivata fuori sono stata accompagnata in giardino da un altro poliziotto e dopo poco ho sentito degli spari". La due donne sono state trovate morte in camera da letto. La bambina vive ora all'estero a carico del programma di protezione per i testimoni.
Un episodio che ha sollevato molteplici polemiche e un processo seguito quotidianamente dalla stampa e da tutte le organizzazioni per la difesa dei diritti umani. I leader dei 'Jamaicans for Justice' hanno presenziato a turno tutte le udienze e Carolyn Gomes, il direttore esecutivo, è stata duramente ammonita dal giudice per aver scosso la testa in segno di disapprovazione rispetto all'andamento del dibattito, rischiando la prigione. 'Amnesty International' ha inviato due avvocati da Londra per monitorare il processo e Scotland Yard, che è in forza in Giamaica da oltre un anno per assistere la polizia locale nel "necessario cambiamento per modernizzarla, per garantire che le indagini siano svolte professionalmente e le prove siano raccolte senza interferenze", ha eseguito personalmente buona parte delle investigazioni. Per la prima volta in un processo alcuni testimoni erano poliziotti, una novità senza precedenti vista la solidarietà indeflettibile che contraddistingue le forze dell'ordine.


Nonostante tanta mobilitazione il verdetto è stato l'assoluzione di tutti gli imputati, e sulla scalinata della Corte Suprema è stato improvvisato un brindisi con tanto di champagne, fotografi e scene di euforia collettiva. Mr Adams, in gessato nero con un fiore giallo all'occhiello, ha stappato la bottiglia e promesso che tornerà al suo posto di battaglia. Ma la sua riammissione è tutta da verificare perchè il disagio per una storia ricca di ombre e di contraddizioni resta talmente forte che il Pubblico Ministero ha dichiarato in un discorso al 'Kiwanis Club' di non potersi capacitare del verdetto vista la ricchezza delle prove, la credibilita dei testimoni e l'impegno del suo ufficio. Una sortita poco istituzionale ma molto istruttiva per chi continui a chiedersi come Admas sia riuscito a scamparla. In realtà il verdetto significa impunità per le forze dell'ordine, licenza di uccidere senza la stolta preoccupazione di dover rispondere di alcun tipo di eccesso ed il risultato deflagrante della sentenza è già sotto gli occhi di tutti. Dal 1 gennaio le forze dell'ordine hanno ucciso 16 volte.


Tra le gente i sentimenti sono ambivalenti. Per molti ragazzi dei ghetti Rambo è l'esempio da seguire. La sua grinta, le sue bandane, gli eterni occhiali a specchio e l'armamentario bellico che ama indossare sono considerati il top nell'universo di chi vive ai margini della legge. Curiosamente Adams è popolare proprio tra i suoi possibili bersagli. Ma il fatto è che che la legge del più forte e la malavita condividono gli stessi codici di comportamento, gli stessi stereotipi dell'uomo duro, del badman pericoloso e intoccabile, un mito di forza e potere molto sentito dalla povera gente che è cresciuta conoscendo solo la legge del taglione.
Sconcerto e rabbia invece tra chi vorrebbe un paese governato secondo i criteri della legalità, che auspica la prevenzione del crimine e non la pratica della rappresaglia.
E intanto la canzone passa spesso su varie emittenti radio mentre altre realtà hanno deciso di non trasmetterla o di non comprarla. Lampadread, socio fondatore dei 'One Love Hi Pawa', la più famosa e radicata realtà del reggae italiano che somma l'autorevolezza di un sound system storico, di un negozio di musica a Roma e di un poderoso export di dischi basato a Kingston, illustra la sua scelta: "One Love ha deciso di non comprare il disco anche perchè al nostro pubblico in Italia farebbe davvero schifo sentire Adams in una dance. Per quello che vedo vivendo in Giamaica non mi sento di condividere un progetto simile. Una cosa del genere mi mette paura perchè santifica l'impunità. Alle volte mi chiedo se chi governa non stia perdendo il controllo sulla polizia. Il sistema di giustizia qui mi sembra in bilico tra il vecchio modello inglese con tanto di parrucche in corte e punizioni comminate a base di frustate e il modello americano dell'hip hop che rappresenta la glorificazione del gangster".
Intanto continuano ad arrivare sull'isola gli esperti di Scotland Yard, segno che non tutti la pensano come Rambo e che la necessità di una riqualificazione delle forze dell'ordine è faccenda urgente anche perchè il rapporto tra polizia e cittadini è estremamente difficile. Capita spesso che le azioni delle volanti siano intralciate dalla gente delle varie comunità che li accoglie a sassate e che dimostra con rabbia contro l'ennesima sparatoria che lascia sul selciato ragazzi dei ghetti appena adolescenti. Seminari, training, corsi di specializzazione, la presenza di donne poliziotto nei vari commissariati per assistere le donne che denunciano violenze e abusi sono gli strumenti necessari per combattere la pericolosa tendenza a farsi sbrigativamente giustizia da soli.
Maria Carla Gullotta