MORIRE PER IMPICCAGIONE

Sono in pochi, anche tra i reggae lovers, a sapere che in Giamaica è in vigore la pena di morte per impicccagione.
Nel carcere di St. Catherine, a Spanish Town, si trova il braccio della morte in cui sono attualmente rinchiusi 50 prigionieri. Il carcere è una vera polveriera. Progettato per 600 prigionieri , ne contiene oltre 1200 e le condizioni di vita sono terribili. Niente materassi, una latta da dividere in otto per le feci, nessuna assistenza medica visto che c'è un solo medico che visita due volte la settimana, vitto ignobile e un clima di paura e violenza costanti. Le guardie spadroneggiano e la notte si mette in moto una squadra speciale armata di bastoni che spezza le ginocchia ai prigionieri che commettono infrazioni alla disciplina. La corruzione è eclatante. Si paga per tutto, per poter fumare, per avere da mangiare, per poter ricevere lettere da casa, per non essere picchiati.
E' stato stilato un rapporto di denuncia da parte di un medico che ha lavorato nel carcere per tre anni che, oltre a raccontare gli episodi di sopraffazione e le condizioni di totale abbandono in cui versano i prigionieri di tutti i bracci, rivela che ci sono oltre 150 ammalati di mente richiusi in un regime di massima sicurezza mentre avrebbero il diritto di essere scarcerati e curati.
I poveri pazzi sono soggetti alle violenze sessuali degli altri detenuti perchè non hanno la capacita' di difendersi nè la possibilita' di avere dei legali in quanto considerati matti.
Un situazione complessivamente pesantisisma assolutamentei ignorata dalle forze politiche e dal Ministero di Giustizia.
Si sono attivate tutte le organizzazioni che si occupano di diritti umani, Amnesty, Jamaicans for Justice, Indipendent Council of Human Rights ed hanno costituito team di avvocati e di assistenti sociali ma a loro è spesso negato l'accesso al carcere. E non esistono fondi, a parte le offerte di volontari giamaicani e stranieri, per rendere piu' efficiente un'azione di aiuto e di denuncia.
Se qualcuno ha la possibilita' e la voglia di corrispondere con un detenuto nel braccio della morte, che è in totale isolamento, o di inviare aiuti finanziari la mia
e-mail è carla-51@cwjamaica.com

Maria Carla Gullotta coordinatore di Amnesty International, Jamaican Chapter.